domenica 16 aprile 2017

UN INCENERITORE PER SALVARE NAPOLI DAI RIFIUTI

UN INCENERITORE PER SALVARE NAPOLI DAI RIFIUTI
(Il Giornale, 16.5.03)

I recenti fatti di Napoli impongono alcune riflessioni. In particolare, ripropongono quella da me altre volte avanzata: i veri nemici dell’ambiente sono i Verdi e le associazioni cosiddette ambientaliste che vi gravitano intorno. Costoro, che oggi avversano le grandi opere pubbliche – che, se fatte bene, sono la vera risposta ai più gravi problemi ambientali - hanno sino ad oggi avversato gli inceneritori.

L’incenerimento è forse il migliore metodo per ridurre il volume dei rifiuti solidi urbani, le potenziali proprietà infettive dei rifiuti delle strutture sanitarie e la potenziale tossicità di rifiuti chimici. Il timore dei rischi del metodo nasce dal fatto che alcuni prodotti di combustione sono tossici; un timore che i Verdi si preoccupano di mantenere panico, malgrado i prodotti incriminati siano tossici solo a concentrazioni ben più elevate di quelle liberate dagli impianti.

Innanzitutto, i principali prodotti di ogni processo di combustione, inclusa quella dei rifiuti, sono l’acqua e l’anidride carbonica. Il processo inoltre produce materiale incombusto e ceneri che devono essere raccolti e opportunamente allocati. E produce anche particolato e altri gas, in misura minore; ma la loro pericolosità non può essere esclusa. Ad esempio, si teme la formazione di diossine e furani. Ma questa è favorita da una combustione incompleta che, a sua volta, è governata dalla durata del processo – che deve essere sufficientemente lunga - e dalla temperatura, che non deve essere troppo bassa. Ma neanche troppo alta: infatti, mentre i composti del mercurio sono volatili, quelli di altri metalli, come cadmio e piombo, si distribuiscono tra le ceneri e i vapori, privilegiando questi a temperature più alte. Quindi, l’inceneritore dovrà operare ad una temperatura di compromesso in modo da minimizzare sia i residui incombusti sia la quantità di metalli contenuta nei vapori. Le cui emissioni sono perfettamente controllabili grazie ad una tecnologia più che sperimentata.

Con l’attuale tecnologia è possibile disporre di inceneritori che affrontino il problema dei rifiuti in modo moderno e rispettoso dell’ambiente e della sicurezza sanitaria. è necessario, però, che essi siano affidati non ad ambientalisti della domenica ma a tecnici competenti, affinchè questi garantiscano sia la giusta temperatura di operazione, sia la costante efficienza dei dispositivi di abbattimento degli inquinanti, sia le condizioni di sicurezza - anche per sé stessi - soprattutto durante l’avvio o il fermo dell’inceneritore. E, soprattutto, che siano addestrati per affrontare eventuali condizioni di malfunzionamento dovessero mai verificarsi, per errore o incidente.

Dopo che la popolazione è stata per anni terrorizzata dai Verdi, è necessario che si faccia opera di corretta informazione. Ad esempio, bisogna essere consapevoli che dagli studi epidemiologici sulle popolazioni che vivono vicino inceneritori – impianti molto comuni nel resto del mondo – non è stato osservato alcun effetto sanitario avverso. Se le emissioni degli impianti più vecchi potevano essere nocive per i lavoratori presso l’impianto (ma non per la popolazione circostante), quelle degli impianti moderni sono innocue per tutti: esse sono quantitativamente irrisorie per poter avere alcun effetto sanitario.

In conclusione, se fatto operare in condizioni di efficienza, un moderno inceneritore svolgerebbe in modo egregio la sua funzione. Che è quella di salvaguardare l’ambiente.


Franco Battaglia

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