UN
INCENERITORE PER SALVARE NAPOLI DAI RIFIUTI
(Il Giornale, 16.5.03)
I
recenti fatti di Napoli impongono alcune riflessioni. In particolare,
ripropongono quella da me altre volte avanzata: i veri nemici
dell’ambiente sono i Verdi e le associazioni cosiddette
ambientaliste che vi gravitano intorno. Costoro, che oggi avversano
le grandi opere pubbliche – che, se fatte bene, sono la vera
risposta ai più gravi problemi ambientali - hanno sino ad oggi
avversato gli inceneritori.
L’incenerimento
è forse il migliore metodo per ridurre il volume dei rifiuti solidi
urbani, le potenziali proprietà infettive dei rifiuti delle
strutture sanitarie e la potenziale tossicità di rifiuti chimici. Il
timore dei rischi del metodo nasce dal fatto che alcuni prodotti di
combustione sono tossici; un timore che i Verdi si preoccupano di
mantenere panico, malgrado i prodotti incriminati siano tossici solo
a concentrazioni ben più elevate di quelle liberate dagli impianti.
Innanzitutto,
i principali prodotti di ogni processo di combustione, inclusa quella
dei rifiuti, sono l’acqua e l’anidride carbonica. Il processo
inoltre produce materiale incombusto e ceneri che devono essere
raccolti e opportunamente allocati. E produce anche particolato e
altri gas, in misura minore; ma la loro pericolosità non può essere
esclusa. Ad esempio, si teme la formazione di diossine e furani. Ma
questa è favorita da una combustione incompleta che, a sua volta, è
governata dalla durata del processo – che deve essere
sufficientemente lunga - e dalla temperatura, che non deve essere
troppo bassa. Ma neanche troppo alta: infatti, mentre i composti del
mercurio sono volatili, quelli di altri metalli, come cadmio e
piombo, si distribuiscono tra le ceneri e i vapori, privilegiando
questi a temperature più alte. Quindi, l’inceneritore dovrà
operare ad una temperatura di compromesso in modo da minimizzare sia
i residui incombusti sia la quantità di metalli contenuta nei
vapori. Le cui emissioni sono perfettamente controllabili grazie ad
una tecnologia più che sperimentata.
Con
l’attuale tecnologia è possibile disporre di inceneritori che
affrontino il problema dei rifiuti in modo moderno e rispettoso
dell’ambiente e della sicurezza sanitaria. è
necessario, però, che essi siano affidati non ad ambientalisti della
domenica ma a tecnici competenti, affinchè questi garantiscano sia
la giusta temperatura di operazione, sia la costante efficienza dei
dispositivi di abbattimento degli inquinanti, sia le condizioni di
sicurezza - anche per sé stessi - soprattutto durante l’avvio o il
fermo dell’inceneritore. E, soprattutto, che siano addestrati per
affrontare eventuali condizioni di malfunzionamento dovessero mai
verificarsi, per errore o incidente.
Dopo
che la popolazione è stata per anni terrorizzata dai Verdi, è
necessario che si faccia opera di corretta informazione. Ad esempio,
bisogna essere consapevoli che dagli studi epidemiologici sulle
popolazioni che vivono vicino inceneritori – impianti molto comuni
nel resto del mondo – non è stato osservato alcun effetto
sanitario avverso. Se le emissioni degli impianti più vecchi
potevano essere nocive per i lavoratori presso l’impianto (ma non
per la popolazione circostante), quelle degli impianti moderni sono
innocue per tutti: esse sono quantitativamente irrisorie per poter
avere alcun effetto sanitario.
In
conclusione, se fatto operare in condizioni di efficienza, un moderno
inceneritore svolgerebbe in modo egregio la sua funzione. Che è
quella di salvaguardare l’ambiente.
Franco
Battaglia
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